Napoli... serenata calibro 9: il cimitero
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Sinossi:
Don Salvatore Savastano, boss del contrabbando di sigarette, perde la moglie e l'unico figlio uccisi da quattro rapinatori mascherati, mentre la famiglia, riunita in un ristorante, festeggiava la Prima Comunione del bambino. Da quel momento don Salvatore non ha altro scopo nella vita che far giustizia con le sue mani dei quattro assassini. Marilì, l'amante tradita del boss Totonno o'pazzo, vuol vendicarsi di lui e ha intenzione di punirlo rivelando a Don Salvatore la sua colpevolezza e il nome dei suoi complici. Un uomo di Totonno, però, scopre le sue intenzioni, e il boss la uccide. Grazie a Gennarino, uno scugnizzo orfano del quale è diventato amico e protettore, Don Salvatore riesce egualmente a smascherare gli assassini del figlio, ma finisce nelle loro mani e rischia di morire dilaniato da una bomba. Fortunatamente Gennarino lo libera in tempo. Mentre i quattro delinquenti festeggiano in un ristorante la creduta scomparsa di Don Salvatore, questi irrompe armato nel locale, e ne uccide tre. Totonno scappa trascinandosi dietro Gennarino, ma al termine di un lungo inseguimento in mare, Don Salvatore riesce finalmente a far giustizia.
Il regista, Alfonso Brescia:
Alfonso Brescia, conosciuto anche come Al Bradley, è stato un regista italiano attivo principalmente negli anni '70 e '80. Nato il 8 gennaio 1930 a Roma, Brescia ha diretto una serie di film, principalmente nel genere del cinema di genere, spaziando dallo spaghetti western alla fantascienza. Brescia ha iniziato la sua carriera come assistente regista, lavorando con registi di fama come Vittorio De Sica e Federico Fellini. Ha poi intrapreso la sua carriera di regista indipendente, dirigendo film con budget limitati e spesso lavorando in collaborazione con altri registi e sceneggiatori. Uno dei generi in cui Brescia ha ottenuto maggior successo è stato lo spaghetti western, una variante italiana del western americano. Ha diretto diversi film nel genere, tra cui "Pistoleros" (1967) e "I giorni della violenza" (1967), cercando di emulare lo stile dei maestri del genere come Sergio Leone. Sebbene i suoi western non abbiano raggiunto la stessa fama di quelli di Leone, hanno contribuito a consolidare il suo nome nel mondo del cinema italiano. Negli anni successivi, Brescia si è dedicato anche al genere della fantascienza, dirigendo film come "Cosmos: War of the Planets" (1977) e "Star Odyssey" (1979). Questi film, nonostante abbiano ricevuto critiche miste, hanno guadagnato una certa notorietà grazie alla loro estetica kitsch e alla loro atmosfera retrò. Alfonso Brescia ha diretto film in vari generi cinematografici, tra cui commedie, polizieschi e film d'avventura. Tuttavia, la sua filmografia è stata spesso oggetto di critiche per la sua scarsa qualità tecnica e narrativa. Alcuni critici hanno definito i suoi film "exploitation" o "trash", sottolineando le loro peculiarità ed eccentricità. Nonostante le critiche, Brescia ha avuto una carriera prolifica, dirigendo più di trenta film nel corso della sua carriera. La sua passione per il cinema e la sua dedizione alla regia gli hanno permesso di creare un corpus di lavoro originale e peculiare che continua ad avere una piccola ma affezionata base di fan.
Mario Merola, Aldo Canti, Ria De Simone
Alfonso Brescia